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Scritto da Maurizio Gangemi
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Martedì 13 Dicembre 2011 19:53 |
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Cittadella-Reggina: 3-2.
Cittadella (4-3-3): Cordaz; Martinelli, Pellizzer, Gorini (c), Marchesani; Vitofrancesco (dal 58° Di Carmine), Busellato, Schiavon; Di Roberto, Maah, Job (dal 57° Bellazzini). In panchina: Pierobon, Scardina, Carra, Branzani, Martinago. All.: Foscarini.
Reggina (4-2-3-1): P. Marino; Colombo, Cosenza, Emerson, Rizzato; Rizzo, Castiglia; Ragusa, Missiroli (c) (dal 76° Sarno), Campagnacci (dal 69° A. Marino); Ceravolo (dal 67° Bonazzoli). In panchina: Kovacsik, Barillà, Bini, De Rose. All.: Breda.
Arbitro: Giacomelli di Trieste. Assistenti: Manno e Bolano. Quarto uomo: Bietolini. Marcatori: Di Roberto al 5° (rig.), Rizzo al 26°, Campagnacci al 54°, Maah al 58° e Di Carmine all'85°. Ammoniti: Rizzo al 5°, Castiglia al 45° e Colombo al 71°. Corner: 2-2. Recupero: 1' (p.t.) e 4' (s.t.).
Note. Ennesima rivoluzione architettata da Breda (è la diciannovesima formazione in altrettante partite) rispetto alla gara di 5 giorni addietro contro la Sampdoria di cui "salva" solo il modulo. In difesa ad agire da esterno di destra c'è Colombo al posto dell'infortunato D'Alessandro. Confermati, invece, Rizzato a sinistra e Cosenza ed Emerson centralmente. A centrocampo altra novità: fuori De Rose e dentro Rizzo. Confermati anche i 3 dietro la punta (Ragusa, Missiroli e Campagnacci), ma sostituita, appunto, la punta con l'esclusione di Bonazzoli a favore di Ceravolo. Rivoluzione anche in panchina con Bini ed A. Marino assieme a De Rose, Barillà, Sarno, Bonazzoli ed il secondo portiere Kovacsik. La Reggina non vince da quasi un mese (il 13 novembre vittoria casalinga contro la Nocerina) e, addirittura, dal 29 ottobre in trasferta (0-3 a Brescia).
Cronaca e commento. Primo tempo. Al 2° minuto già la Reggina pericolosa in area avversaria. Lancio per Campagnacci che, in area, di tacco, cerca Ceravolo non pronto a cogliere il suggerimento del compagno. Al 3° è Ragusa a presentarsi davanti a Cordaz ed a calciare debolmente tra le braccia dello stesso portiere di casa. Al 4° minuto Giacomelli decreta un calcio di rigore (giusto) per i padroni di casa. Cross da destra di Di Roberto, palla in area, Schiavon calcia di prima intenzione con Rizzo che, ingenuamente e colpevolmente, si sostituisce a P. Marino e "para" il tiro del giocatore di casa. Di Roberto, dal dischetto, batte il portiere amaranto nonostante lo stesso avesse intuito la direzione del tiro. Subito sotto, quindi, la Reggina nonostante apparisse più rapida e veloce rispetto ad altre occasioni in virtù della presenza in campo di giocatori con altre caratteristiche rispetto, per esempio, a quelle di un più statico Bonazzoli. Al 12° il Cittadella si fa pericoloso. Cross da sinistra di Job e Maah, di testa, non ci arriva per un soffio ad un paio di metri da P. Marino. Al 23°, timidamente, ci prova la Reggina con Ceravolo ma il suo tiro è debole e Cordaz para senza problemi. Al 24° Ceravolo è certamente più incisivo e pericoloso con Cordaz che respinge d'istinto. Al 26° la Reggina pareggia. E' lo fa proprio con Rizzo, autore 20 minuti prima del fallo di mano che era costato il rigore ed il vantaggio per i padroni di casa, con un destro in diagonale che batte Cordaz su cross rasoterra di Ragusa proveniente da destra. Al 27° è ancora la Reggina ad andare vicina la gol con Campagnacci che prova a superare il portiere di casa con un pallonetto non andato a buon fine. La Reggina, come anche prima del vantaggio dei veneti, appare più viva e, adesso, con il pari raggiunto, è certamente più tranquilla e gioca apertamente. Al 32° Cittadella in area amaranto. Maah mette al centro rasoterra e Colombo spazza via anticipando Job. La Reggina guadagna metri ed è sempre più costantemente nella metà campo dei padroni di casa. Al 38° Giacomelli sbaglia di grosso la sua valutazione. Lancio lungo di Missiroli verso Ceravolo sul quale esce a valanga Cordaz che lo abbatte al limite dell'area di rigore sul suo lato corto di sinistra. Giacomelli fa ampi cenni che il portiere ha toccato il pallone, ma permangono i forti dubbi sull'evidente atterramento di Ceravolo, secondo noi, sanzionabile comunque con il penalty. Al 42° si rifà vivo il Cittadella con Vitofrancesco che, da fuori area, calcia alto sulla traversa. La Reggina non ci dispiace, così come in verità non ci era dispiaciuta nella gara contro la Sampdoria. Il "nuovo" modulo, esordiente nel secondo tempo della gara persa a Verona contro l'Hellas, convince maggiormente rispetto al 3-4-1-2 usato fino ad allora da Breda. Con la presenza di Ceravolo piuttosto che di Bonazzoli, le cose sembrano andare ancora meglio. Il primo tempo finisce qui con la Reggina che nella ripresa dovrà convincersi del suo maggior tasso tecnico e prendere in pugno la gara.
Secondo tempo. Al 47° azione in area amaranto con Maah ad avere una buona occasione vanificata dalla difesa e dalla buona scelta di tempo di P. Marino che esce ad agguanta il pallone. Al 50° è ancora bravo P. Marino a "volare" salvando su un tiro fortuito (con l'anca) di Maah. Al 54° la Reggina passa in vantaggio. Colombo s'incunea in area da destra e crossa. Cortaz devia ed il pallone si alza a campanile. Colpo di testa di Campagnacci respinto da un difensore sulla linea. La palla resta lì ed è lo stesso Campagnacci a ribadire in rete. La Reggina, come già detto, è più forte del Cittadella. Bastava "solo" che se ne rendesse conto ed agisse di conseguenza. In più, una mano considerevole l'ha data il modulo e, secondo noi, l'aver preferito Ceravolo a Bonazzoli. Tra il 57° ed il 58° Foscarini effettua due sostituzioni: dentro Di Carmine per Vitofrancesco e Bellazzini per Job. Proprio Bellazzini, un minuto dopo il suo ingresso, confeziona per Maah la palla per il pareggio con il francese pronto ad appoggiare di piatto destro il cross rasoterra del neo-entrato. Sembra la fotocopia dell'azione che ha portato al gol Rizzo con Bellazzini al posto di Ragusa e Maah, appunto, al posto di Rizzo. Il Cittadella ritrova fiducia e conquista spazi. Foscarini, dal canto suo, si rivela "mago" nell'aver indovinato i cambi con Bellazzini uomo assist e Di Carmine a dare vigoria al centrocampo del Cittadella. Al 67° cambia anche Breda: dentro Bonazzoli e fuori Ceravolo. Nel frattempo, il Cittadella attacca rendendosi pericoloso e tenendo sotto pressione la Reggina che pare aver accusato il colpo. Al 69° secondo cambio amaranto: dentro Campagnacci e dentro A. Marino. Breda, è evidente, teme la veemenza dei padroni di casa tanto da togliere un attaccante a vantaggio di un difensore. Adesso il modulo è un 4-3-3 con Rizzato avanzato sulla linea dei centrocampisti. Al 71° buona occasione per i reggini. Lancio lungo con Cordaz costretto ad uscire dall'area di rigore a rinviare di testa. Palla a Missiroli che controlla e prova il pallonetto con lo stesso Cordaz ormai rientrato tra i pali. Al 72° Foscarini cambia ancora: dentro Branzani e fuori Busellato. Al 76° Breda finisce i cambi a sua disposizione: dentro Sarno e fuori Missiroli. La gara è aperta, con le due formazioni che cercano la via del gol e, presumibilmente, della vittoria. Lo fa, adesso, ad onor del vero, con maggiore convinzione il Cittadella con la Reggina impegnata, almeno così sembra, più a non perdere che a vincere nonostante la squadra di Breda sembra aver riconquistato quei metri di campo persi dopo il gol del pareggio di Maah. E, come preventivabile quando la Reggina pensa a difendersi, arriva il terzo gol del Cittadella. All'85° azione al limite dell'area di rigore. Maah allarga in orizzontale a sinistra per Di Carmine che, lasciato inspiegabilmente solo, di piatto destro, calcia a rete battendo P. Marino. La differenza tra Foscarini e Breda è proprio questa. Il primo con i cambi (Bellazzini, assist per Maah, e Di Carmine, autore del terzo gol) probabilmente vincerà la partita mentre il secondo conferma il suo non saper leggere in corsa la gara e, quindi, apportarvi le opportune modifiche attingendo dalla panchina. Ecco perché la Reggina ha perso molte delle sue gare (compresa quella odierna). La "colpa" di tutto questo? Certamente di Breda ma, in primis e con responsabilità assolutamente maggiori, di Foti che uomini in grado di cambiare il corso della gara a Breda non
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 13 Dicembre 2011 20:00 )
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Scritto da Maurizio Gangemi
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Mercoledì 07 Dicembre 2011 18:21 |
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Reggina – Sampdoria: 0-0.
Reggina (4-2-3-1): P. Marino; D’Alessandro, Cosenza, Emerson, Rizzato; Castiglia (dall’80° Barillà), De Rose; Campagnacci (dal 71° Ceravolo), Missiroli, Ragusa; Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Adejo, A. Marino, N. Viola, Sarno. All.: Breda.
Sampdoria (4-3-3): Romero; Rossini, Gastaldello (dal 73° Laczko), Costa, Rispoli; Dessena (dall’80° Padalino), Palombo (c), Bentivoglio; Foggia, Piovaccari, Bertani (dall’85° Fornaroli). In panchina: Da Costa, Accardi, Obiang, Pozzi. All.: Iachini.
Arbitro: Tozzi di Ostia Lido. Assistenti: Vivenzi di Brescia e Ranghetti Chiari. Quarto uomo: Adduci di Paola. Ammoniti: Cosenza al 14°, Emerson al 24°, Costa al 40°, D’Alessandro al 42°, Dessena al 63°, Rossini al 67°, Ragusa al 78° e De Rose all’88°. Corner: 5-6. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.).
Note. Rivoluziona la Reggina, Breda. Non intendendo rinunciare al capitano Bonazzoli (assai poco prolifico con una sola rete realizzata a fronte delle 19 della passata stagione), il tecnico pro-tempore amaranto cambia modulo e uomini. Difesa a 4 e non più a 3 (o, meglio, a 5) con D’Alessandro e Rizzato scesi sulla linea dei difensori ed Emerson ed il riesumato Cosenza centrali (con Adejo ed A. Marino vittime sacrificali). Davanti alla difesa due incontristi (i migliori in rosa) come Castiglia e De Rose con in panchina il troppo pieno di sé N. Viola ed in tribuna lo squalificato Rizzo. Tra centrocampo e trequarti avanzata trovano posto il fulcro del gioco amaranto Missiroli con, ai lati, Ragusa ed il recuperato dopo l’infortunio Campagnacci (con Ceravolo pronto a subentrare). In attacco il solo Bonazzoli. Breda, evidentemente, si è convinto che le critiche piovutegli addosso dopo i passi falsi contro Albinoleffe e Verona fossero giustificate tanto da trovarsi davanti ad un bivio: o escludere Bonazzoli tornando al trio Missiroli-Ragusa-Ceravolo (con cui si sono ottenuti i migliori risultati stagionali realizzando 19 gol in 3) oppure tenere in campo Bonazzoli ma cambiando la sua “destinazione d’suo” con l’impiego di un nuovo modulo e, quindi, di uomini in grado concretamente di aiutarlo senza ancora alienarlo (Campagnacci, centralmente sulla trequarti, e Missiroli e Ragusa, rispettivamente a destra e sinistra dello stesso Campagnacci). L’unico dubbio è se quella di stasera sia o meno la partita “giusta” per un cambio così radicale. Da segnalare la presenza di una cinquantina di tifosi doriani: 10 nel settore ad esseri riservato (muniti di “tessera del tifoso”, quindi) ed i restanti in tribuna est “scortati” dagli stewart.
Cronaca e commento. Primo tempo. Nemmeno il tempo di iniziare che la Reggina perde palla sulla propria trequarti, cross da destra e colpo di testa di Bentivoglio che, fiaccamente, termina lontano dalla porta di P. Marino. Al 5° minuto bella azione amaranto. Campagnacci conquista palla nel cerchio di centrocampo, allarga a sinistra per Ragusa che cede a Rizzato il cui crosso trova Missiroli all’altezza del dischetto del rigore a colpire di testa spedendo, però, il pallone sul fondo. Il pubblico apprezza. Al 7° risponde la Sampdoria. Cross preciso di Costa da sinistra, colpo di testa a colpo sicuro di Piovaccari sul quale è pronto P. Marino a respingere e, poi, un difensore a spedire in corner. Al 9° è Foggia ad impegnare il portiere amaranto calciando “a giro”, P. Marino è attento e para in due tempi. All’11° è ancora Samp. Bertani, poco fuori dal limite, indirizza a rete centralmente un pallone che P. Marino para con sicurezza. La Sampdoria si dimostra squadra in difficoltà ma pur sempre pericolosa. La Reggina, invece, appare in fase di miglioramento dopo le ultime due nefaste prestazioni in trasferta. Al 18° si rivede la Reggina in area doriana. Lungo lancio di Emerson per Campagnacci (nel frattempo spostatosi a destra, con Missiroli al centro) che arriva scoordinato al tiro ed il pallone termina altissimo sulla porta difesa da Romero. Al 22° la Reggina confeziona un’altra buona azione. Cross di Rizzato per Bonazzoli in area. Girata al volo di sinistro del capitano che “apre” troppo con il pallone che finisce sul fondo alla sinistra di Romero. In questo primo quarto di gara, la Reggina appare più tonica e Missiroli si conferma certamente miglior regista di N. Viola tant’è ch’è super marcato dagli uomini di Iachini. Al 24° la Reggina grida al rigore. Lancio lungo, a campanile, verso Bonazzoli che controlla il pallone ed entra in area. Su di lui, come un caterpillar, interviene Gastaldello che lo atterra. Tozzi, già autore di discutibili decisioni, lascia proseguire. I fischi, giustificati, sono tutti per lui che continua a sbagliare salvo poi compensa sbagliando, così, due volte. Non è da meno il suo assistente che opera sotto la tribuna ovesta e che risponde al nome di Vivenzi il quale, sol perché un doriano “chiama” il fallo, alza la bandierina sventolandola “a comando”. Al momento, Tozzi e Vivenzi sono i protagonisti della gara (in negativo, ovviamente). Al 30° clamorosa palla-gol per la Reggina. Cross di Emerson su calcio di punizione da sinistra, la palla è per Ragusa che, solissimo, colpisce il pallone di testa mancando clamorosamente lo specchio della porta. Di positivo c’è, comunque, che la Reggina sembra ben altra cosa rispetto a quella di Bergamo e Verona. La gara s’incattivisce e, come spesso avviene in gara fondamentalmente corrette come questa, la responsabilità è di un arbitro non all’altezza del blasone delle due squadre. Al 32° Emerson ha a disposizione un calcio di punizione centrale. Calcia di sinistro ma non di potenza e la barriera respinge. Un minuto dopo è ancora Emerson a riscaldare la mani di Romero. Il suo tiro è respinto dal portiere doriano e, sulla ribattuta, Ragusa viene pescato in fuorigioco. Breda cambia ancora il tridente dietro Bonazzoli: adesso c’è Ragusa a destra, Missiroli al centro e Campagnacci a sinistra. Al 36° è la Reggina a cercare la via della rete. L’azione parte con Bonazzoli lanciato ma in fuorigioco (Vivenzi compensa sbagliando ancora), la palla, dopo una serie di passaggi, termina a sinistra e, dopo uno scambio con Rizzato, Campagnacci prova il tiro dal vertice sinistro dell’area di rigore. Romero è piazzato e para in due tempi. Al 39° la più ghiotta delle occasioni è per i padroni di casa. Lunghissimo lancio di Emerson a cercare Campagnacci che fa tutto bene, stop e controllo, salvo poi indietreggiare e cercare il tiro “a giro” spedendo il pallone sul fondo. Probabilmente avrebbe dovuto e potuto fare meglio calciando subito dopo il controllo senza perdere tempo e spazio per ripiegare all’indietro. Il primo tempo, dopo un solo minuto di recupero, termina qui. Primi 45 di gioco ben giocati dalla Reggina al cospetto di un avversario, probabilmente in difficoltà, ma mai domo e, comunque, dotato di un ottimo parco giocatori.
Secondo tempo. Il secondo tempo si apre con, al 47°, un’occasione per gli amaranto. Calcio di punizione di Emerson da sinistra, palla che attraversa tutta l’area di rigore salvo poi essere diretta a rete da Missiroli sbucato da destra. La palla, però, colpisce in pieno la base del montante di sinistra e ritorna in campo senza ulteriori sviluppi. Un minuto dopo l’occasione per il vantaggio capita a Ragusa che, clamorosamente, la sciupa mandando sul fondo a fil di palo una conclusione apparsa non impossibile. Inizia bene, quindi, la Reggina con piglio ed autorità. D’altro canto sono sue le tre migliori occasioni da rete viste fin qui. Al 50° ci prova De Rose senza particolari pretese con il pallone che termina altissimo rispetto alla porta ospite. Intanto, Breda manda a riscaldarsi Ceravolo, Sarno ed A. Marino. Al 58° altra occasione per gli amaranto. Ripartenza con Campagnacci per Rizzato, corsa lungo l’out di sinistra e cross in area. Romero smanaccia e la palla termina tra i piedi di Ragusa che, scoordinato e da posizione impossibile, prova un improbabile sinistro mandando alle stelle. Male ha fatto l’Under amaranto a non servire il sopraggiungente Missiroli solissimo qualche metro dentro l’area e, certamente, meglio piazzato del compagno. La Reggina, quindi, in quanto ad occasioni da gol, sovrasta nettamente la Samp che, al 60°, prova a replicare con un colpo di testa di Piovaccari che, da due passi, di testa manda fortunatamente alto sulla traversa. La Sampdoria continua nel tentativo di pungere, ma, stasera, P. Marino è attento e finalmente esce dai propri pali. Al 68°, sugli sviluppi un corner da destra, Castiglia prova la girata di testa a rete ma la palla è sul fondo. La partita cala di ritmo, ma la Reggina è sempre attenta e lucida al cospetto di un avversario comunque insidioso. Al 71° Breda cambia: fuori un buon Campagnacci e dentro Ceravolo. Nulla muta nell’assetto tattico con Ceravolo che va a sistemarsi sulla sinistra. Al 72° ci prova il capitano ospite Palombo, su punizione, ma il pallone sorvola la traversa e termina sul fondo. Un minuto dopo anche Iachini cambia: esce Gastaldetto (noie muscolari) ed entra Laczko. Al 75° Emerson, su punizione, scaglia un sinistro teso e potente con Romero abile a respingere e sulla cui ribattuta De Rose manda altissimo. Al 78° penetrazione in area di Ragusa che, poi, cade. Tozzi non ha dubbi e lo ammonisce per simulazione (giusta, stavolta, la decisione arbitrale). Doppio cambio all’80°: nella Sampdoria esce Dessena per Padalino e nella Reggina Castiglia lascia il posto a Barillà. All’83° ennesimo match-ball per la Reggina. Rizzato batte velocemente un calcio di punizione vicino la panchina di Breda per Ceravolo. Cross da sinistra, palla che attraversa l’area di rigore dove Bonazzoli non ci arriva e termina sui piedi dell’accorrente Ragusa che, ancora una volta incredibilmente, colpisce male e manda lontanissimo dalla porta. All’85° Iachini si gioca la sua ultima carta: dentro Fornaroli e fuori Bertani (lo scorso anno dominatore del campionato in forza al Novara). All’87° altra occasionissima. E’ ancora Ragusa a dilapidare quanto di buono fanno i suoi compagni in fase di costruzione. Rizzato raggiunge una palla destinata sul fondo e mette indietro per l’Under che, clamorosamente, liscia il pallone vanificando il tutto. La Reggina non demorde e, all’88°, è Missiroli a “mangiarsi” avversari su avversari per poi arrivare al tiro dal limite dell’area. Romero si distende e riesce a respingere senza ulteriori complicazioni. Sembra una jattura, ma non lo è perché la Reggina in vantaggio non va per la scarsa vena conclusiva dei suoi uomini. Certo, se fosse un incontro di boxe, il ring direbbe che, ai punti, gli uomini di Breda avrebbero vinto di sicuro per la notevole quantità di match-balls sprecati. La Reggina è stanca e, di certo, stasera non
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METTIAMOCI L'ANIMA IN PACE ...
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Scritto da Maurizio Gangemi
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Lunedì 28 Novembre 2011 15:26 |
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H. Verona - Reggina: 1-0.
Hellas Verona (4-3-1-2): Rafael; Abbate, Maietta, Mareco, Scaglia; Russo (c), Tachtsidis, Hallfredsson (dall'88° Cangi); Jorginho (dal 76° D'Alessandro); Pichlmann (dal 75° Doninelli), Gomez. In panchina: Nicolas, Ceccarelli, Pugliese, Mancini. All.: Mandorlini.
Reggina (3-4-1-2): P. Marino; Adejo, Emerson, A. Marino (dal 46° Ceravolo); D'Alessandro, N. Viola (dall'84° Sarno), Rizzo, Rizzato; Missiroli; Bonazzoli (c), Ragusa (dal 70° Campagnacci). In panchina: Kovacsik, Cosenza, De Rose, Colombo. All.: Breda.
Arbitro: Pinzani di Empoli. Assistenti: Tasso e Vicinanza. Marcatore: Pichlmann al 28°. Ammonito: Rizzo al 49°, N. Viola al 52°, Scaglia al 75° e Bonazzoli all'80°. Corner: 2-9. Recupero: 1' (p.t.) e 2' (s.t.). Note. Test impegnativo quello di oggi per la squadra di Breda dopo l'opaca prestazione di Bergamo contro l'Albinoleffe. E' proprio la gara di lunedì sera la prova d'accusa contro il mister reggino. Una gara, l'ennesima, giocata dalla sua squadra ben al di sotto le aspettative e, a quanto pare, le possibilità. Sotto accusa, oltre alla squadra non certo dotata di eccellenze, c'è proprio il tecnico Breda che, con i suoi dettami, con gli schieramenti e con le sostituzioni, è come se imprimesse il suo marchio eccessivamente difensivista alla compagine amaranto. Breda, ampiamente criticato sia dalla stampa, sia dal direttore sportivo Giacchetta (indirettamente) e sia dal capitano Bonazzoli (ancora indirettamente), non ha ancora evidentemente messo un proprio sigillo a nessuna delle prestazioni viste. Anzi, di sigilli se ne sono visti ma solo in negativo allorquando, è notorio, il tecnico amaranto non è capace di leggere in corsa la gara e, quindi, di prendere le contromosse con tempismo. Breda si caratterizza, invece, per l'eccessiva prudenza dimostrata in tutte quelle occasioni in cui la Reggina ha perso punti e per le scelte sui giocatori da mandare in campo e, peggio ancora, sulle sostituzioni. Se aggiungiamo a questo una rosa non certo d'eccellenza ecco che la Reggina, se non in vena Missiroli, appare piuttosto frastornata ed incapace di gestire al meglio le gare. La "confusione", chiamiamola così, di Breda la ritroviamo in sede di scelta del portiere. Quando Kovacsik, quando P. Marino, non avendo un portiere d'esperienza ma due dalle belle speranze, Breda presume che il turn over possa far bene ad entrambi. I nostri dubbi sono tanti ed al contempo leciti. Breda è, insomma, sul banco degli imputati e, crediamo, la Reggina è pronta a sostituirlo in caso di passo falso.
Cronaca e commento. Primo tempo. Dopo 30" il Verona è già in area amaranto. Cross per Pichlmann al limite dell'area piccola, P. Marino come sua abitudine non si muove dalla linea di porta fermandosi ad osservare e palla che, poi, termina dall'altro lato del campo senza che nessuno intervenga. Primi minuti di gara senza grandi sussulti con il Verona più intraprendente e con appannaggio il possesso palla e la Reggina ad attendere puntando per offendere solo sulle ripartenze. Fasi di gioco piuttosto frastagliate con entrambe le squadre che non riescono a tenere palla per più di tre passaggi di fila. Al 15° ghiotta occasione per i padroni di casa. Hallfredsson crossa da sinistra, Pichlmann si allunga cercando il contatto con il pallone che, però, non trova, P. Marino (per non sbagliare) si tuffa lo stesso alla sua sinistra e la palla prosegue la sua corsa sino alla corsia laterale opposta. Al 23° ancora Verona in avanti. Hallfredsson cross da sinistra, palla al centro dell'area per Gomez che prova la battuta al volo di sinistro ma interviene provvidenzialmente A. Marino a stoppare la conclusione dell'attaccante veneto ed a liberare. Al 28° i padroni di casa passano in vantaggio al termine di un'azione nata grazie a Gomez che, sulla destra, prima anticipa e poi lascia indietro Emerson salvo poi entrare in area assolutamente libero da marcature e crossare per l'austriaco Pichlmann che, di testa, non ha alcuna difficoltà a battere l'impietrito sulla linea di porta P. Marino. Bell'azione e bel gol, nulla da eccepire se non il doversi ripetere circa l'inadeguatezza del portiere amaranto che non ha nel proprio dna il significato della parola "uscita" allorquando il pallone passa nell'area piccola che s'è detta "area del portiere" almeno un motivo ce l'avrà! Breda, dal canto suo, oltre a prendere appunti (che, in sostanza, non pare gli servano molto giacché non ne fa tesoro), non si smuove di un millimetro. La Reggina fa fatica, ma non è una novità. La sua manovra è sempre la stessa. N. Viola svolge il compitino, Rizzo è come se non ci fosse, la presenza di Bonazzoli implica il giocare con palle alte piuttosto che con azioni manovrate (ammesso che la Reggina sappia manovrare con cognizione di causa), Missiroli sembra la brutta copia di ciò che lo ha reso capocannoniere amaranto. Insomma, la costante è il non-gioco di Breda! Al 34° la Reggina tira per la prima volta verso la porta difesa da Rafael. Lo fa con Ragusa che, in girata, tenta di sorprendere il portiere scaligero ma spedendo il pallone fuori. Al 35° è lo stesso Ragusa a tentare la percussione in area preferendo cadere cercando il rigore piuttosto che puntare in porta. Al 39° iniziativa sulla destra di Ragusa che, al limite dell'area, appoggia a Missiroli il quale, svogliatamente, calcia in porta facendo il solletico a Rafel che para senza problemi. Un atteggiamento, la svogliatezza, che sembra caratterizzare Missiroli ma anche qualche altro amaranto da qualche giornata a questa parte. Breda ne sa qualcosa? Non è che Breda non piaccia più di tanto ai suoi uomini ed allora... Intanto il Verona fa quello che vuole tranne che raddoppiare (nonostante ne abbia la possibilità). La Reggina assiste al gioco scaligero e Breda prova a convincere i suoi a cambiare registro. Il "come" non lo si capisce atteso che, ribadiamo, la Reggina non ha una rosa eccelsa e che, in più, l'allenatore ci mette del suo affinché neppure giochi dignitosamente.
Secondo tempo. Breda cambia subito: fuori il difensore A. Marino per l'attaccante Ceravolo. Cambia, quindi, l'assetto della Reggina in campo adesso disposta con un 3-4-3 con Rizzato esterno sinistro difensivo. Al 48° la mossa dell'inserimento di Breda trova un senso allorquando Bonazzoli fa da sponda per Ceravolo che, in corsa, batte di sinistro con la palla che termina non molto al lato della porta difesa da Rafael. Nel mentre Rizzo si fa stupidamente ammonire (diffidato, salterà la sfida contro la Sampdoria di sabato prossimo al "Granillo"), la Reggina sembra entrata in campo sotto ben altra stella. Al 50° è ancora Ceravolo a rendersi pericoloso grazie ad un pasticcio fimrato Mareca-Rafael che regalano all'attaccante amaranto l'opportunità di battere a rete da posizione defilatissima senza, però, conseguenze. La Reggina sembra, adesso, finalmente scesa in campo ed, attivamente, comincia a presenziare nella metà campo avversaria con maggiore intensità. Al 57° ci prova N. Viola da 40 metri con un tiro molle e lento che Rafael non ha difficoltà alcuna a neutralizzare. Al 60° è ancora Reggina. Bonazzoli raccoglie una palla poco fuori dell'area di rigore e batte a rete. Il suo tiro è un fendente che, però, termina abbondantemente sul fondo alla sinistra di Rafael. La Reggina è senza alcun dubbio più vivace che nei primi 45 di gara, ma ancora non basta. Il Verona, d'altro canto, non smette di cercare l'affondo come, per esempio, al 62° con Pichlmann che, di testa, manda fuori da ottima posizione (dal limite, cioè, dell'area del portiere che, per quanto riguarda P. Marino e la Reggina "del portiere" non è). Al 66°, da fuori area, di prova il greco Tachtsidis con un sinistro che termina sul fondo. La Reggina è maccheronica. Troppo complicata la sua manovra e, soprattutto, fine a se stessa e non all'uopo desiderato. Al 70° Breda cambia ancora: fuori Ragusa e dentro il recuperato Campagnacci. Alla mezz'ora Mandorlini effettua un doppio cambio: escono l'autore del gol che finora decide la gara, Pichlmann, e Jorginho ed entrano Doninelli e D'Alessandro. La Reggina prova ad offendere ma non in maniera poi così tanto convincente. Al 79° ci prova Missiroli, dopo uno scambio in area con Bonazzoli, con il suo piatto destro che termina sul fondo. All'84° Breda effettua l'ultimo cambio a sua disposizione: entra Sarno ed esce N. Viola (assai sopravvalutato diremmo). All'88° anche Mandorlini si gioca l'ultima carta: esce l'ex Hallfredsson ed entra Cangi. La gara scivola via con il Verona che si avvicina ad una meritata vittoria e, di conseguenza, con la Reggina che "conquista" una meritata sconfitta. Una volta per tutte fughiamo ogni dubbio. Il giudizio, particolarmente negativo, su Breda e la sua squadra nasce, forse, da quello che è l'equivoco principe: che vuol fare la Reggina? Nel senso, qual è il suo obiettivo? E' quello di un campionato tranquillo, senza né gloria né infamia? Oppure è quello di tentare la scalata ai primi posti della graduatoria (i primi due o gli altri quattro utili per i playoff)? Se l'obiettivo reale è
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Scritto da Maurizio Gangemi
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Martedì 22 Novembre 2011 16:16 |
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Albinoleffe – Reggina: 1-1.
Albinoleffe (4-4-2): Offredi; Luoni, Lebran, Bergamelli, Piccinni; Cristiano (c) (dal 63° Foglio), Hetemaj, Laner, Girasole; Cocco, Germinale (dal 75° Torri). In panchina: Chimini, Malomo, Regonesi, Taugourdeau, Pacilli. All.: Fortunato.
Reggina (3-4-1-2): P. Marino; Adejo, Emerson, A. Marino; Colombo, Castiglia (dal 75° De Rose), Rizzo (nella foto), Rizzato; Missiroli; Bonazzoli (c) (dall’86° A. Viola), Ceravolo (dal 63° Ragusa). In panchina: Kovacsik, Cosenza, N. Viola, Barillà. All.: Breda.
Arbitro: Baracani di Firenze. Assistenti: Posado e Raparelli. Quarto uomo: Caso. Marcatori: Cocco al 36° e Rizzo al 56°.Ammoniti: Castiglia al 47°, Rizzo al 57° e A. Marino all’84°. Corner: 7-2. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Note. Breda rivoluzione la Reggina all’”Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo. Torna tra i pali Pietro Marino, a centrocampo fuori N. Viola e dentro Castiglia ed, in panchina, trova spazio l’altro Viola, Alessio, piuttosto che Sarno come domenica scorsa contro la Nocerina.
Cronaca e commento. Primo Tempo. Gara che inizia al piccolo trotto, con la Reggina che si difende a 5 e non a 3 come lascerebbe presupporre lo schieramento con Colombo e Rizzato bassi. Forse Castiglia, più intenditore che propositore, al posto di N. Viola, regista e fantasista, denota ancora una tattica prudente da parte di Breda. Eppure, con tutto il rispetto, l’Albinoleffe non sembra il Barça. E’ la squadra di casa a farsi vedere per prima nell’area avversaria con un paio di tiri terminati molto alti sulla traversa e con altrettanti corner senza particolari conseguenze. Al 7° arriva la prima azione offensiva amaranto. Rizzo cambia gioco a sinistra per Rizzato. Cross di quest’ultimo per Ceravolo che colpisce di testa dal limite dell’area e manda la palla larga e lontana dalla porta bergamasca. Fasi molto confuse, con entrambe le squadre che perdono palla dopo appena un paio di tocchi, caratterizzano la fase tra l’8° ed il 13°. Al 14° c’è un calcio di punizione per gli amaranto oltre una trentina di metri dalla porta di Offredi. Sul pallone va Emerson che prova a bissare il gol contro la Nocerina. Il tiro è forte e centrale ma termina alto contro le reti di protezione. Al 17° arriva la prima azione pericolosa della gara. Adejo sbaglia il rinvio (lui e Rizzo appaiono, in questa prima fase, ben al di sotto delle aspettative), la palla giunge a Cristiano che, da sinistra, crossa in area dove c’è Germinale che colpisce di testa e manda il pallone alto ma non di molto. Al 22° il primo tiro nello specchio per i reggini. E’ di Castiglia che, ricevuto un retropassaggio da Missiroli, batte a rete di destro con la palla a filo d’erba. Offredi è attento e para a terra. Al 25° ci riprova la Reggina, ma la conclusione da fuori area di Rizzo (arrivato al tiro scoordinato) è inguardabile. Al 26° risponde l’Albinoleffe con Hetemaj il cui tiro fa il paio con quello di Rizzo. Ci prova Bonazzoli, con Offredi che si oppone. Al 33° la Reggina va in gol con il difensore A. Marino, ma quest’ultimo è in netta posizione di offside e, giustamente, Baracani, su segnalazione di Posado. Risponde immediatamente l’Albinoleffe con Germinale che entra in area, si avvicina pericolosamente a P. Marino ma perde l’attimo e stavolta è attento Adejo a spazzare via. Al 36° i padroni di casa passano in vantaggio. Sugli sviluppi del quarto corner, la palla arriva al limite dell’area piccola (dopo che Germinale ha prolungato il cross proveniente da destra) dove è lesto Cocco ad allungare la gamba destra lasciando di stucco Adejo impegnato in altre attività. P. Marino è incolpevole (anche se “evita” accuratamente di uscire al limite dell’area piccola) e nulla può al tiro che lo coglie di sorpresa. Al 39° risponde la Reggina con Emerson autore di una discesa culminata con un buon tiro con la palla che rimbalza davanti Offredi senza che, però, lo sorprenda con quest’ultimo a deviare in corner. Le azioni amaranto sono troppo di frequente spezzettate con la squadra di Breda che non arriva al quarto tocco di fila. Rizzo, dopo le non certo brillanti prestazioni degli ultimi tempi, continua sullo stesso trend e si conferma particolarmente inutile (se lo si notasse in mezzo al campo visto che sembra di giocare in inferiorità numerica) se non, addirittura, dannoso (vedasi “assist” all’avversario in occasione del rigore decretato a favore della Nocerina domenica scorsa). Il primo tempo si chiude (senza recupero) con Ceravolo che porge indietro a Missiroli (altro “assente ingiustificato” in questi primi 45 di gioco), al limite dell’area, con questi che cicca la palla senza conseguenze alcune.
Secondo tempo. Al 50° la Reggina ha una buona occasione su calcio di punizione un metro fuori dall’area di rigore. Missiroli appoggia per Bonazzoli che batte forte e centrale con Offredi che respinge d’istinto. Sulla respinta la palla è sui piedi di Rizzo (proprio lui?) che calcia, al solito, malissimo spedendo il pallone in curva. Al 53° occasione per i padroni di casa. Corner da sinistra, palla in area dove Cocco sovrasta Emerson e colpisce di testa mandando, però, la palla alta. Da segnalare la mancata uscita di P. Marino atteso che il pallone era al limite dell’area di piccola che s’è definita “del portiere” (almeno) un motivo ci sarà e che, quindi, ha consentito a Cocco lo stacco di testa. Al 56° la Reggina pareggia. Rizzato conquista palla dopo un contrasto con Luoni, mette al centro sul secondo palo per il sopraggiungente Rizzo (proprio lui!) che, di piatto destro, non può sbagliare e manda così il pallone alle spalle di Offredi. La gara alza il suo ritmo con la Reggina che conquista metri e diventa più presente nella metà campo avversaria. Al 63° primo cambio per entrambi gli allenatori: tra i padroni di casa, Fortunato esclude il capitano Cristiano per Foglio e, per gli ospiti, Breda inserisce l’Under 21 Ragusa per Ceravolo. Al 69° grande occasione per tornare in vantaggio per i padroni di casa. Dopo un batti e ribatti in area Laner trova lo spazio tra una selva di gambe per battere a rete. P. Marino è colto di sorpresa, ma è fortunato perché il pallone gli sbatte sulla spalla sinistra senza che egli nulla faccia per respingere. Spazza, poi, Adejo ad allontanare il pericolo appena corso. Al 73° ancora pericoloso l’Albinoleffe. Protagonista il finlandese Hetemaj che, da fuori area, scagli un bolide di destro che termina la sua corsa non molto largo alla sinistra di P. Marino proteso in un inutile tuffo. Al 75° secondo cambio in contemporanea: nella Reggina esce Castiglia ed entra De Rose e nell’Albinoleffe esce Germinale per Torri. I ritmi della gara, adesso, sembrano essersi abbassati con le due squadre che, comunque, si affrontano a viso aperto cercando la vittoria ma, prima di ogni altra cosa, stando attente a non trovare la sconfitta. In questo, senza alcun dubbio, “brilla” di più la Reggina che, a volte (in questa ed in altre partite) sembra particolarmente attendista/difensivista. All’83° l’Albinoleffe ha un lampo. E’ Cocco che calcia di destro mandando la palla sul fondo con P. Marino apparso di gran lunga in ritardo sulla traiettoria. All’84° i padroni di casa bissano l’occasione precedente questa volta con Torri che, raccogliendo al volo un cross proveniente da sinistra, di piatto destro manda sul fondo con P. Marino che, in maniera evidentissima, si nota muoversi almeno con un secondo di ritardo scarseggiando in riflessi e prontezza. All’86° Breda effettua la sua terza ed ultima sostituzione: esce Bonazzoli ed entra A. Viola. L’Albinoleffe aumenta la presenza nella trequarti amaranto consapevole che contro questa Reggina, timorosa ed oltremodo “chiusa”, può vincere. La Reggina temporeggia cercando di far scorrere i 3 minuti di recupero senza subire danni. E’ evidente che, terminando così la gara, si potrebbe parlare di un punto guadagnato per gli amaranto atteso che le occasioni più nitide sono state appannaggio dei padroni di casa. La Reggina, anche stasera, è apparsa oltremodo rinunciataria, timorosa e difensivista senza che, forse, se ne ravvisasse il bisogno. L’”equivoco” nasce dall’obiettivo reale della squadra amaranto: se vuole migliorare il risultato dell’anno scorso allora si è lontani dal raggiungimento dell’obiettivo; se, invece,
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